GIORNO 9: DA MERCADOIRO (Portomarin) A PALAIS DE REI

DA MERCADOIRO (Portomarin) A PALAIS DE REI

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30 KM

Percorso

Il percorso continua in mezzo a fattorie per altri almeno 25 km. State sempre molto attenti ai cani randagi perchè ce ne sono parecchi in questo tratto. Liberi o tenuti in catena poco importa, tenete gli occhi ben aperti. Poco importa se vi fermiate a pernottare prima o a Portomarin. Centro medioevale a parte, il percorso si snoda in sali e scendi molti semplici, in sentieri non troppo pesanti. Da Mercadeiro passate vari villaggi, A Parracha e Vilachà fino ad arrivare ad una bruttissima discesa che sia fatta col sole che sotto la pioggia mette duramente alla prova il fisico perchè sembra di scendere da una montagna.

imageQui si accede alla strada provinciale che entra in Portomarin, una città medioevale caratterizzata da un bacino artificiale. Varie leggende su Franco narrano di questo bacino.

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Entrati in Portomarin attraverso un imponemente ponte Troverete le scale della città che vi portano in alto nel borgo antico. Una tappa merita la chiesa.

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Una volta usciti da Portomarin la strada è tutta uguale fino a 5 km prima di Palais De Reis. Qui si passa da una fattoria all’altra. Questo tratto potrebbe annoiare molto. Si passa da Taxibo, Gonzar, Castromayor, Hospital de la Cruz, Ventas de Naron, Ligonde, Lameiros, Airexe. Da qui, la vita si fa un pò più accesa e si trovano più punti di ristoro, cosa più rara già da Sarria. Si prosegue per Portos, Lestedo, Os Valos fino a ricongiungersi con la strada provinciale che porta fino a Palas de Rei.

Pernottamento

Attenzione! Qui dovete organizzarvi bene il pernottamento. Premetto che sia che partiate da Mercadoiro, sia da Portomarin, organizzatevi bene perchè per tutta la tratta non accettano cani da nessuna parte. Ieri mi era andata bene ma oggi me li sono girati tutti e tutti mi hanno dato picche. Sembra che questa zona non sia affatto Animal friendly! A Palas de  Rei non c’è nessun posto che accetta animali, neanche  Hotel di un certo livello. Organizzatevi per saltare la tappa e procedere appena dopo, lì ce ne sono diversi tra Palais de Rei e  Arzua. Io mi sono fermata a Melide.

Casa de Los Somoza

O Coto, 15800 Melide

Camera privata con bagno, almeno 4 stelle. Posto elegante e raffinato.

Costo: 45 euro a notte con colazione inclusa.

Voto: 10/10

Diario

La mattinata inizia non nei migliori dei modi: pioggia, pioggia e pioggia. Pioggia incessante per almeno i primi 15 km.

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Ci vestiamo di tutto punto e quando usciamo, pensiamo:

“Ok! Ma chi cavolo ce lo ha fatto fare!!!!”

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Maggie mi guarda come per dire “dai, era uno scherzo, ora torniamo sotto le coperte!” No. Proseguiamo imperterrite per arrivare almeno a Portomarin e vedere cosa fare della nostra vita. La pioggia continua sempre più forte e non ha nessuna intenzione di smettere. Penso che forse ho fatto una cavolata a proseguire, ma non ci sono molte scelte. Così tra una secchiata d’acqua e una pozzanghera ritrovo Mark, un mio compagno di viaggio conosciuto dal secondo giorno che ogni tanto ritrovo nel cammino. Iniziamo a parlare e scopro che Mark, di origini coreane, altro non è che un professore universitario di filosofia architettonica dell’Università di Tokio. Parliamo sotto la pioggia come sé questa non esistesse ed improvvisamente scopriamo l’odore dell’acqua a contatto con la natura. Respiriamo, alziamo lo sguardo e vediamo un paesaggio mozzafiato tra una collina e l’altra. Mark mi dice: ” doveva piovere oggi per farci rendere conto di quanto sia buono l’odore della natura”. Non posso far altro che rispondere ok. Andiamo avanti fino a trovarci ad un bivio. Lui mi chiede quale strada voglio fare ed io gli rispondo quella di sinistra anche se non so se sia la scelta giusta e lui mi risponde: “Everything is a good Choise”. Taccio.

Arriviamo a Portomarin e ci troviamo davanti a questo bacino artificiale, molto suggestivo. La pioggia, il vento e il freddo iniziano a farsi sentire.

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Proseguiamo fino alla salita per il borgo medioevale.

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(Quello che vedete è Mark). Con noi c’è anche un professore di religione degli Stati Uniti. Ma non mi ricordo di dove. Il problema per entrare è troppo visto che dobbiamo attraversare un lago. Per fortuna ho i miei scarponcini.

Arriviamo in alto e finalmente ci prendiamo un caffè. Qui Mark mi racconta che è un gesuita e che ha conosciuto il Cardinale Martini. Mi emoziono. Entriamo nella chiesa e mi benedisce. Quando tornerà dai suoi fratelli a Tokio pregherà per la mia nuova Fabbrica d’Arte. Mi emoziono ancora.

Andiamo avanti, continuiamo e fortunatamente smette un pò di piovere. Il panorama è veramente suggestivo. Per pranzo mangiamo more selvatiche.

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Passiamo alcuni piccoli villaggi e fattorie fino ad arrivare al suo albergo dove ovviamente non accettano i cani. Ci salutiamo tantissimo. L’emozione di aver condiviso con lui discorsi sulla filosofia, arte, storia, teatro, religione….è stata immensa….speriamo un giorno possa venirmi a trovare a Galliate.

Proseguo per ovvi motivi e la mia gioia si trasforma in arrabbiatura bella e buona a causa di questi spagnoli che non accettano i cani. I km aumentano e passo dopo passo arrivo a 20 km di incazzatura. La pioggia ritorna incessante e io, dispersa in mezzo al fango, e alle latrine dei maiali e delle mucche di qualche improbabile fattoria passo, di bettola in bettola a chiedere se mi accettano con la Maggie ma tutti mi continuano a rispondere di no perchè dà fastidio ai pellegrini o perchè le persone possono essere allergiche. Poco importa che una persona che viaggia con il cane mette in preventivo di pagare di più, a loro non importa nulla. La risposta è: “No admitimos perros”. Dopo tutto il karma positivo di stamane, un vaffanculo italiano mi esce dal cuore all’ennesimo no. Una scenata tipica italiana (del resto sono una terrona del nord) con un quasi perfetto spagnolo mi possiede il corpo e la mente per almeno due minuti. Mand tutti a fare in culo e proseguo sotto la pioggia incessante in mezzo alle latrine con Maggie in braccio perchè di fango, “merda” e schifo ce ne è già abbastanza nelle facce di sta gente che non voglio farle toccare con le zampine anche quella trovata per terra. Sti spagnoli così avanti sui diritti civili ma così indietro per il resto….basti vedere come il governo si pone con le Perreras….ma questa è un’altra storia. Mi fermo ad un cavolo di alberghetto (dove non ammettono animali) per mangiarmi un panino. Ho una fame allucinante. Cerco su booking e trovo un posticino carino ma a 6,5 km da Palais de Reis. Questo significa farmi ancora 20 km oltre a quelli già fatti sotto la pioggia incessante. NO. Proseguo a piedi fino a Palais de Reis. 30 km esatti. La Pioggia non smette. Prendo un taxi. Ho già passato la porta del perdono che mi ha tolto tutti i peccati che ho commesso fino adesso. Al massimo, chiedo l’assoluzione per questi 6,5 km che ho fatto col taxi.

Io e Maggie ci facciamo una doccia e spendo i miei soldi qui. Se la Maggie non è ben accetta, non lo sono neanche i miei soldi!

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Domani prevedono altri due giorni di pioggia. Ma con questa incazzatura ho camminato molto più del previsto che forse arrivo a Santiago un giorno prima. Ora siamo a 65 km da Commpostela.

Speriamo domani ad un percorso più clemente.  Pensavo di aver assolto i miei peccati con la fatica della salita, poi l’assoluzione totale alla porta del perdono ed ora la pioggia. Ma quanto è duro questo cammino????? Ora che la strada era facile ci si mette pure la pioggia? Pazienza, e come dice Linda, la mia filosofa di 7 anni: ” Nella vita bisogna un pò stare male perchè le cose belle arrivino” allora voglio vivere tutta la sofferenza di questo cammino così da prendermi tutta la felicità al mio rientro.

Notte mondo Y Ultreya Y Suseya!