GIORNO 2: DA SAN JUSTO DE LA VEGA A EL GANSO

SAN JUSTO DE LA VEGA – EL GANSO

PERCORSO

21 KM

Partendo dalla strada provinciale che attraversa San Justo de la Vega torno ad Astorga e non ci sono strade che la sfiorano ma devo proprio attraversarla nuovamente. Consiglio per chi ha il cane di salire da destra anziché da sinistra perchè la strada a sx è più tortuosa e molto in salita. Attenzione alle direzioni per il cammino…uscire da ASTORGA non è semplice e potreste trovarvi a sbagliare strada (come è successo a me….confido nel genere umano più orientamento rispetto a quello che ho ereditato da mio padre).

Fate scorsa di acqua bella fresca perchè appena uscite da ASTORGA la strada che si presenta davanti è il deserto (non a caso questa regione viene chiamata così).

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Questo è quello che vi attende per 18 km.

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Mi raccomando fate scorta di acqua bella fresca perchè qui la Maggie ha avuto i primi cedimenti…. E dopo un pò le sue richieste erano di salire in braccio e così me la sono caricata sulla schiena…

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Mi sono sparata qualche km con lei in braccio poi vedendo che era stanca abbiamo trovato l’unico albero in zona, abbiamo aperto il telo e ci siamo rilassate un’oretta….acqua, coccole, premietto e baci….e siamo ripartite più forti di prima.

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Appena fuori da ASTORGA troverete una cappella veramente fantastica dell’Ecce Homo. Fateci un giretto perchè merita veramente soprattutto per la storia. Appena dopo non fatevi ingannare dalle scritte che vi dicono di andare a destra: fate il cavalcavia! Se no vi ritrovate in un vicolo morto.

La strada che costeggia la strada principale è in salita fino a El GANSO quindi munitevi di santa pazienza e date tanto da bere  alla vostra Mascota.

I due paeselli che attraverserete sono Murias de Renchivaldo e Santa Catalina de Somoza. C’è anche una deviazione di due km  per Castrillo de Los Polvazares. È’ tutto in salita.

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Santa Catalina de Somoza…veramente luoghi affascinanti….ma munitevi di pazienza e acqua ahahahaahaha

Finalmente arrivata a El GANSO. Luogo piccolo, molto accogliente con belle persone e soprattutto pieno di Rondini (quindi luogo con energia positiva).

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Molto suggestivi i due baretti

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La chiesetta di El GANSO

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Notate bene in cima….un nido di cicogne…..

PERNOTTAMENTO

Avevo prenotato tramite Facebook all’hotel Gabino. In realtà sono due. Io ho prenotato quello giusto ma sono andata in quello sbagliato dove non ammettono cani (in realtà perchè il proprietario ha un gatto che si arrabbia con tutti gli animali…..)

Vado avanti e mi trovo in un piccolo negozio, ristorantino a conduzione familiare e affittacamere.

La ragazza, molto gentile era lei con cui avevo parlato su Facebook. In realtà mi aveva prenotato un letto nel dormitorio comune dove la Maggei poteva dormire con me per la modica cifra di 8 euro.

Cosa interessante: nessun cliente e un appartamento intero di due piani per me…..che fortuna…..comunque posto bellissimo.

Hotel Gabino 2 top: 10/10

Costo pernottamento più cena: 18 euro. Domani comprerò sicuramente qualcosa perchè il negozio è di artigianato locale.

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Dalla strada trovate questa insegna…..fantastica…..

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Terrazza comune.

DIARIO

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Da ASTORGA piano piano siamo partite. La Maggie mi ha svegliato con un sacco di energia…era veramente felice….

Fatto colazione, pagato ed ecco che nella strada per andare ad Astorga incontro sul mio cammino Maria Jesus, una signora di una certa età che ogni giorno per 40 anni della sua vita ha sempre fatto quella strada tutti i giorni: San Justo-Astorga. Parliamo dei viaggi, della vita, della fortuna di studiare mia e della sua sfortuna di non averlo potuto fare. Della dittatura, della seconda guerra mondiale. Maria Jesus ha 86 anni e ne dimostrava al massimo 70. Mi saluta e mi chiede di fare una preghiera per lei a Santiago. Ci stringiamo la mano, un abbraccio e continuo la mia strada mentre lei rifà quello che ha fatto per 40 anni ora che è in pensione…..

Esco da Astorga (cittadina che mi stava un pò sulle scatole visto la difficoltà per uscire) e trovata la giusta direzione, mi incammino…….e dall’alto mi trovo una distesa infinita di deserto con una strada provinciale in mezzo. La faccio per un pò e poi trovò subito una cappella veramente bella.

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La storia narra di una donna che ha perso il figlio perchè caduto nel pozzo…. La donna ha così tanto pregato Gesù di prendere la sua vita in cambio di quella di suo figlio che Gesù le fece risalire dal pozzo il bambino. Ma non è tanto questa la storia che mi ha coinvolto. Ma il significato della Cappella Ecce Homo. …..per tutti quelli in cammino in cerca di sé….

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Mi faccio rilasciare il timbro per la COMPOSTELANA e Maggie inizia a dare di matto…..se ne vuole andare al più presto. Io la lego al palo e mentre entrò nella cappella, la Maggina inizia ad abbaiare impaurita come se non dovessi entrare…..non so perchè…c’era la perpetua della chiesa….non so cosa stesse succedendo, la signora mi chiedeva di entrare a vedere il buco ormai chiuso, la Maggie di uscire. Sono rimasta a metà strada. La perpetua mi ha regalato un rosario che ho tenuto per tutta la giornata.

Fortunatamente seguo le indicazioni della signora e faccio il cavalcavia. Arrivo dopo 10 km al primo paesello: Murias de Renchivaldo. Lì ci fermiamo per prendere un pò di relax, un panino e un caffè. Proseguiamo.

Questo percorso è stato molto faticoso. Inizio a pensare “ma chi me l’ha fatto fare”. Mi sento messa a dura prova….soprattutto perchè sono responsabile di Maggie e vedo che non ce la fa più….

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Vado avanti.

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Trovo un primo segnale: No tengo miedo porque Soy en El camino.

Piango.

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Ed iniziano i messaggi……. Dovete sapere che i pellegrini per le strade più difficili lasciano a chi verrà dopo di loro, oggetti, messaggi per dare forza, un aiuto. Ecco io ho trovato due cerotti. Ma li ho lasciati lì perchè non ho ancora le vesciche. Mi tengo il significato simbolico.

Passo con difficoltà anche Santa Caterina de Somoza

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Ci fermiamo, ci rilassiamo un bel pò e poi ripartiamo.

E qui iniziano i segnali. Ho iniziato a pensare ai nonni. Al nonno Giovanni e alla nonna Vera. Alla nonna Gina e all’ultimo che mi ha lasciato, il nonno Amedeo. Ed ho capito che ora sono io davanti. Sul fronte. Prima c’erano loro. Ora ci sono io. In quel momento trovo una croce con tanti sassi, tanti messaggi. Ne scelgo uno a caso. Lo apro. Il messaggio diceva in spagnolo: “in memoria dei miei nonni”.

Ne scrivo uno anch io e proseguo con le lacrime agli occhi.

Maggie è stanchissima. Non riesce più ad andare avanti. Cerca le ombre per sedersi ma non ce ne sono. Troviamo l’unico albero e facciamo una sosta.

Ci riprendiamo e arriviamo avanti avanti fino alla nostra meta.  Yeahhhh

Quando Maggie capisce che siamo arrivate le va via la stanchezza e corre come una scema!

Finalmente cenetta rilassante e birretta. Faccio un giro per il paesello e trovo una signora anziana che mi fa mille domande. Mi augura buon cammino e mi chiede se sono spagnola . Che orgoglio!!!! Il mio spagnolo si sta perfezionando sempre più.

Notte mondo io e Maggie andiamo a dormire.

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