GIORNO 3: DA EL GANSO A EL ACEBO

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EL GANSO – EL ACEBO: 30 km

Percorso

Preparatevi a spararvi 30 km di cui 20 km in salita sterrata…. E dieci circa tra salite e discese sempre sterrate.

Il percorso arriva fino a 1500 metri di altezza ed è molto, molto faticoso. Pertanto vi consiglio tanta tanta acqua perchè il vostro corpo e quello del vostro cane saranno messi seriamente a dura prova soprattutto se non avete fatto i Pirenei e quindi non siete abituati ad un notevole sforzo fisico.

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Dalla steppa de El Galso si arriva fino a 1500 metri di altezza sulla croce di ferro dove lì, si dice, vengano lasciate alle spalle tutte le paure….

Qui troverete i pellegrini che in autobus fanno tappa alla croce  di ferro e percorrono con voi un paio di km per poi abbandonarvi e riprendere l’autobus mentre voi non vedrete altro che montagne……

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Attrezzatura e consigli utili

Tanta acqua per il vostro animaletto…e per voi.

Io sto usando una crema isolante naturale per i piedi e i vostri piedi verranno messi seriamente alla prova…con vesciche e per il momento io non ne ho neanche mezza. La stressa crema isolante (di solito la usano i parrucchieri per la tinta) la potete usare per i polpastrelli del cane……

So che forse penserete in quel tratto “chi cavolo me l’ha fatto fare…..” ecco il vostro pet vi darà una forza che non credevate potesse darvi.

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Pernottamento

Durante il viaggio ho trovato diversi posti dove poter dormire con il cane. Se volete fermarvi prima a Rabanal del Camino potete trovare posto. Organizzatevi per non fermarvi a Foncebadon perchè per i prossimi 7/9 km non c’è nulla e perchè la cosa più importante è che non vi accettano con il cane!!!!

RABANAL DEL CAMINO :

All’Albergue “La Senda”

calle El Real s/n

Rabanal del Camino

Telefono: 669 167 038/696 819 060

La signora è molto carina e di fronte avete delle camere molto pittoresche e carine e se non sbaglio intorno ai 20 euro.

EL ACEBO:

Ci sono due posti. Io personalmente avendo già prenotato sono andata alla Casa del Pellegrino, alla fine de El ACEBO. Ce ne sono due di case del pellegrino. La prima è quella parrocchiale e non accettano animali; mentre la seconda, che è quella dov’è ho prenotata accettano animali. Trovate piscina e un sacco di servizi. La pecca del posto è che è veramente molto commerciale. Ho speso 16 euro colazione inclusa ma è un ostello e la Maggie ha dormito con me in una camerata da otto. Rispetto ad altre strutture questa è veramente molto commerciale. Non sono stata male ma di solito non è il mio target. Preferisco le cose più rustiche o locali.

Vi suggerisco dove ho cenato e bevuto la Sidra e birra….. Ho pagato 10 euro per la cena e 3 euro per due birrette….direi ottimo…. Il proprietario è un amante di cani. Li accetta nella sua pensione però devono dormire in veranda. Vi metto comunque il riferimento:

ALBERGUE MESON EL ACEBO

Albergue de Peregrinos

Calle Real n.106

CP: 24413 El Acebo

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Diario

Che dire. Oggi è stata una giornata molto dura. Il percorso mette duramente alla prova il corpo e la mente. Si parte e si va nelle montagne. Punto.

Iniziare un cammino senza sapere dove andare è la cosa più bella che una persona possa fare. Iniziare un passo dopo passo con la testa bassa e non vedere la fatica, la strada che sale, le spalle bruciate, la sete che avanza.

Beh, tutto ciò mette veramente tutto alla prova. Tutta la parte della regione Castilla Y Leon di pianura è molto tranquilla, lunga ma piana…non sentì la fatica vera, sentì la stanchezza di una camminata lunga. Nulla di più.

Con questo percorso s’inizia “El camino duro” (con eccezione dei Pirenei). Iniziamo a salire passo dopo passo, fatica dopo fatica e sono i 30 km più difficili della nostra vita. Posso parlare anche per Maggie. Ma qui, in questo percorso ci sono state un sacco di scoperte: lasciata la pianura, ho trovato il mio bastone. Il bastone che mi supporta in questa salita durissima.

Non vedi l’infinito, vedi solo il passo e la fatica che s’insinuano nei tuoi muscoli.

Andiamo avanti, conosciamo tanta gente nel tragitto ma non abbiamo abbastanza energia per parlare. La sete inizia a farsi sentire e quando vicino a te c’è solo il solo a picco, alberi e sterrato in salita l’unica cosa che puoi fare è continuare.

Finalmente arriviamo alla Cruz de Hierro. Dicono che una volta arrivati lì, in cima a quella croce le paure vengono lasciate dietro…. ecco….Io e Maggie scriviamo le nostre paure e ce le lasciamo alle spalle. Lì però troviamo la concha per la Maggie e da quel momento Maggie diventa ufficialmente una pellegrina, anzi un “perro-grina”.

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Quando arriviamo alla Cruz il momento è molto forte. Intorno a noi c’è un’energia così positiva e forte che non sentiamo più la fatica ma solo l’emozione di essere più forti lasciando dietro di noi le paure.

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L’energia purtroppo si rompe con l’arrivo di un pullman di turisti tedeschi che scesi a fare foto, invadono questa energia di noi che a piedi e pieni di fatica, andiamo verso la croce. Immaginatevi una sorta di via crucis in cui alla tappa finale arriva un pullman di finti pellegrini tedeschi che fanno Selfie al loro “pseudo monumento” senza però sentire il vero significato di quella croce. Noi pellegrini, da tutto il mondo ma con un unico pensiero ci guardiamo, aspettando facciano le loro stupide foto e quando la pagliacciata finisce allora iniziamo ad abbracciare la croce. È’ un momento veramente forte.

Io e Maggie riprendiamo il cammino; io, felice del mio bastone, Maggie inconsciamente felice della sua concha.

L’entusiasmo velocemente s’interrompe con la fatica che entra nei nostri muscoli. La strada sale ancora. Sale imperterrita fino a 1500 metri d’altezza.  Maggie inizia a cedere. Mi guarda, la porto in braccio. Io non ce la faccio più. Lei non ce la fa più. Ho 10 kg di peso sulle spalle, 6 kg di Maggie in più sono troppi. Ci fermiamo. Abbiamo ancora 10 km da fare tutti in salita. Ripeto: sterrato. Salita.

Inizio ancora a pensare “chi me l’ha fatto fare”. È’ veramente dura. Credo che Maggie lo senta. Anzi lo sente, lo sente così forte che inizia ad abbaiarmi. Non so da dove, prende la forza e mi motiva, giocando intorno a me, saltando senza forze, facendo finta di averle. E’ chiaro che e’ completamente senza energia. Però credo sappia che io ne avevo meno di lei. Abbiamo bisogno l’una dell’altra. Io di lei per arrivare, lei di me per dormire.

Nel tratto ripido troviamo sempre questi turisti tedeschi che fanno un km a piedi e poi via con l’autobus fino al prossimo hotel. Vogliono fare la foto con la Maggie. Non interessa loro che siamo stanche. Vogliono solo la foto con Maggie. Poca importa che gli rispondo in tedesco che siamo stanche. Vogliono portarsi a casa il souvenir “maggoso” di una foto con la perrogrina.

Me li scrosto finalmente di dosso in malo modo e continuiamo a salire come se non ci fosse un domani e finalmente arriviamo a El Acebo. Sono così felice di essere arrivata che incontro un altro tipo che in un inglese posticcio mi chiede la foto con la perrogrina. Io non so perchè gli rispondo in italiano, poi capisco che sono italiani ed iniziò a rilassarmi. Mi sparo tre birre lì con loro in un baretto ed iniziano a raccontarmi della loro esperienza dall’inizio del cammino…..

Poi mi raccontano anche della ragazza morta, violentata e fatta a pezzi lo scorso anno esattamente dove io ho dormito la sera prima….ma questo è un dettaglio che tralascio.

Vado alla nuova casa del pellegrino, metto giù la roba e torno da questi italiani a cenare con loro.

Ore 21.00 nanna.

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La casa del Pellegrino:

6/10

Costo del pernottamento: 16 euro colazione inclusa

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Notte a tutti.